Tento, innanzitutto, di riassumere quanto chiarito / non chiarito dalla Palumbo (Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale) a Venezia in data 02/04/2009
Tralascio i preliminari. Inizio riunione: ore 15.50 ca. Consegna dei moduli “Buona Scuola”. Delegazione composta da 13 persone (su circa 40 presenti in Fondamenta) si siede al tavolo con lei.
Primo punto: chiarimento sulla ridda di informazioni su numeri, tagli, orari, tempi lunghi, sirene e tritoni vari di questi giorni.
Confermato che modulo e compresenze ce li scordiamo: è l’unica cosa diventata “legge” e ormai si può solo ragionare sul “tempo-scuola”. Il vincolo sono i 2227 tagli complessivi per il Veneto per a.s. 2009 - 2010 (in massima parte blocco del turn - over, più qualche decina di “non rinnovo”).
I 600 docenti in più non sembrano esserci, mentre i tempi-scuola sono assicurati dalla fine delle compresenze e dall’avvio a 40 ore delle prime.
Venendo al “dunque”: come funzionerà il tutto ? Il principio da rispettare è quello del rispetto del patto con le famiglie, per cui i tempi pieni esistenti verranno confermati. In più, verrà assegnato l’organico per 40 ore, con due insegnanti per classe, per le prime (circa 200) di scuole a tempo lungo che lo hanno richiesto (”in quanto si possono pensare siano una sorta di naturale evoluzione” di tempi lunghi esistenti: le famiglie che avevano il tempo lungo, visto che non poteva più essere offerto, hanno chiesto le 40 ore); le altre, invece no.
I surplus di orario degli insegnanti assegnati per le prime a 40 ore serviranno a favorire il mantenimento del tempo lungo (leggi tempo-mensa) nelle classi successive alla prima, per le quali verrà calcolato (a quanto ho capito, ma ho ancora un dubbio) il monte ore di 30 ore settimanali.
Ulteriore riserva di tempo-scuola da “spalmare” per salvare i tempi lunghi sarà rappresentata dalle materie “specialistiche”, ovvero inglese e religione.
Qui entrano in ballo i dirigenti scolastici locali che, ovviamente, dovranno adeguatamente dimostrare di meritarsi la pagnotta. Come ? E’ molto semplice: facendo finta di non avere le prime a 40 ore, ed equiparando gli orari di tempo-scuola sui precedenti tempi lunghi “per quanto sarà loro possibile”, vista la grande varietà di casistiche: è stato citato dalla Palumbo stessa l’esempio di Albignasego (senza che lo chiedessi io) che rappresenta uno dei casi più difficili e la Dirigente stessa ha detto che la linea è quella, comunque, di assicurare il mantenimento delle formule esistenti.
Secondo punto: modalità didattiche. Non ho capito se assieme o in una circolare distinta da quella sui possibili tempi-scuola, ci sarà un atto di indirizzo didattico dove verranno suggerite le modalità di articolazione dell’offerta, in quanto il Ministero sta tentando di integrare il progetto Moratti con il progetto Fioroni. Palumbo stessa ha comunque detto che con la fine delle compresenze e i conseguenti tagli la cosa si fa molto difficile: comunque l’autonomia scolastica prevede anche questo. Insomma, i dirigenti devono valutare.
Terzo punto: Salmaso ha giustamente chiesto una dichiarazione tecnica che i tagli ci sono, comunque, stati e confermati, checchè ne dicano i politici. Qui la Palumbo, ovviamente, ha nicchiato. Ha riconosciuto, invece, apertamente che il maestro unico a 24 ore è stato bocciato, il che non significa che non ritorni il concetto di “insegnante prevalente” sul quale anche personalmente la Palumbo sembra d’accordo.
Allego link allo schema di decreto interministeriale organici: http://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2009/04/schema_decreto_interministeriale_organici.pdf